La voce di un poeta

Questa è una mia piccola raccolta di “antiche” poesie, sono ordinate in senso cronologico e ho deciso di porle come primo articolo di questo blog proprio per cogliere in pieno il senso del titolo che mi sono proposto: lo spolverare. La polvere non ha a che fare solo con il tempo, ma anche con noi stessi. Le cose antiche se spolverate tornano a splendere, e noi stessi, se ci leviamo di dosso la polvere della banalità, potremo vedere le cose diversamente, limpide e avvolgenti como non mai. Tutto sta nell’esprimere le proprie emozioni! Sono parte di noi, vive in noi,  perciò non basta sentirle, le si deve anche generare, dire! Lascio questo percorso come una traccia, un primo frammento del mio percorso che spero possa rallegrarvi la giornata, magari essere uno spunto di riflessione e incitarvi a vivere al meglio ogni piccola onda del grande oceano della vostra vita!

A.C.W.Ryan

Ode

Questa è l’ode definitiva
ad un’amica che molto già stimai
essa bellezza impersona
tanto che a Vener l’ho già io
paragonata; ad ella va
la famosa mela d’oro, perché
la sua grazia elimina discordia
a lei la luna, già s’ispira
per ser di belle curve, come
il suo splendido corpo, che io
indegno vado a cantare.
E rime non oso dir per gl’occhi
Che tanto mi fanno illanguidir,
molti desio carnal ne voglion
trarre, ma a me basterebbe
un suo abbraccio per andare
in paradiso. E cento volte
più lo stimerei che un million
di monete de gli antichi
ch’oro e argento tintinnavan
suadenti, com’il riso di colei
di cui canto le beate bellezze.
Ed’io, spero d’aver sempre nel suo
core un posto d’umil cantore,
che a lei solo si ispira
per toccar con penna il cielo.

Alla Toscana

Questa bella terra dai ricchi marmi
Nelle cui città aleggia tranquillità
E rari, di piccioni, gentili stormi
A grandi italiani ha dato vita

Ed io che costì cammino deciso
Sogno onorato di poggiar il piede
Sull’orme del destino condiviso
De’poeti toscani ch’anche Dio ben vede

E queste strade lascio soddisfatto
Già con il desiderio di tornare
Per assaporare con maggior tatto

Mare e monti, le mura e l’are
Che me e i miei eroi hanno ispirato
Cara Toscana, io giuro di tornare.

Upside

Come un uccello notturno
Io me ne sto appollaiato
E guardo la tiepida luna
Un bianco Martini da preda
S’agita tra i miei artigli
Il ghiaccio tintinna nervoso
Scintillando nell’oscurità
E lo scrivere o parlare
È così tanto naturale
Come per il gufo la caccia
O per il corvo la carcassa.

Chi è John Galt?

Dove vai tu mentre cammini?
Cosa credi sia ciò ch’è vero,
Cosa credi sia ciò ch’è giusto…
Non voglio lasciarmi andare
Come un grano di zucchero
Sul fondo del vostro bicchiere
Non crediate di diluirmi
Con un semplice,bel cucchiaino
Voi mi vedrete risalire
O il bicchiere traboccare
Chi sono io per esser meno?

Il ricordo: la Nostalgia.

Ecco il nostro cuore, di rame è
Avvolto dove incisi restano
I volti delle persone noi care
E da queste scalfitture stillano
I mistici fumi d’ogni ricordo
Che spinti dal vento della passione
Spirano verso la mente, evocando
Dei cinque sensi la compassione, ah
Il dolore d’aver perso alcuno, oh
I beati tempi d’amore passati
O quelli con gli amici condivisi…

Strano come la natura umana
Ignori un favorevole presente
Per potersi struggere nella dote
Che l’evoluta mente c’ha concesso:
la nostalgia nobilita il cuore
porta tristezza o ispirazione.

Non vogliam mai esser dimenticati
E pur tentiamo di dimenticare
Chi tanta speranza accese in noi
Per poi solo una scalfittura lasciare,
ma mai potremo ignorar il nostro
cuore, dove l’incisione grondante
non ci uccide, ma spira dolore
E tutti, chi lascia o è lasciato
Ancor, mai vuol esser dimenticato.

Il mio mondo [amaro]

Realtà cosa mi hai tu mi rubato
hai schiacciato sotto impossibili
amori, dell’epoche che più amo privato
ma eppure appari così bella
così stupefacente ed infinita
ed io, non posso smettere di amarti
così, preso dalle tue illusioni,
sempre pronto a credere nel bene,
bisognoso di magia ed affetto
io ti contemplo. E fugge lo spirito
e leghe e leghe si allontana
cerca pace nel Greco mare,
nella classica Roma s’impersona
e’l sentir mai mi è stato sì gradito…
nel bene o nel male vita mia resta
il canto mio, mai ti ha tradito.

La strada

Non c’è strada per un poeta
Cambia sempre di meta in meta
e tende sempre all’infinito
sguardo orgoglioso pensier ardito
di chi davvero con dito tocca
il proprio cuor ma non si scotta
e così sempre può sperare
che mai, mai smetterà di viaggiare.

Notte soffusa

Fruscio angosciante di foglie
e’l crepitio del fuoco acceso
che par distante, assente
in questa tenebrosa notte
e il suono e la canzone
che da ignoti abissi risuonan
altro non posson che trascinare
il libero spirito in cielo
su, sopra le silenti valli
dove il canto dell’anima
mai si paventa o muore.
E questo insieme di accordi,
questo insieme di voraci note
musica detto, mai’ potrò lasciare:
strumento mio, io ti prego
mai smettiamo di suonare.

4 comments

  1. silvia · settembre 26, 2015

    Io premetto nn sono un amante o un esperta di poesia, ma tu con i tuoi versi e le tue parole sei riuscito a riscuotere in me fantastiche sensazioni che da un po nn provavo.

    Piace a 1 persona

  2. Pietro Calore · ottobre 6, 2015

    Ciao Andrea! Intriganti questi componimenti: benché io sia un tradizionalista in fatto di poesia (per me metrica e rima senza pedanterie e eccessi formali sono indice di equilibrio tra capacità immaginativa e comunicativa) devo dire che hai colpito nel segno.

    Piace a 1 persona

    • andreacoletti · ottobre 6, 2015

      Grazie Pietro! Sono contento che ti siano piaciute; la metrica Io la tengo di solito da 9 sillabe, insolita ma mi è naturale 😉

      "Mi piace"

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