Ascoltando Richard Wagner

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è qualcosa di imponente, magnifico, che sa sempre stupirti, passando dalla più triste e consolatoria insieme melodia, a quella più eroica e meravigliosa che tu abbia mai ascoltato, ogni volta. Fa venire i brividi con il suo genio, con il suo impeto e la sua geniale forza creativa, che addirittura schernisce per la sua genialità la capacità di intuito umano. E ascoltando e mirando queste bellissime note non si può che vagare con la mente in quei luoghi incredibili che la musica saggiamente descrive, o vedere i personaggi, si può persino dialogare con loro tramite ogni singola nota. Ogni strumento, ogni uomo con questa musica si spinge ai limiti della sua anima. E l’ascoltatore, l’ascoltatore può purificarsi, può sognare infinitamente e senza timore, come se non vi fosse pratica miglior, la notte, che tener l’anima lontana dal sonno, e farla vagare per interminabili spazi, al braccio di lievi fanciulle che mai tradirebbero la tua fiducia conducendoti su un’aspra via… Ah vedo quei distesissimi orizzonti allargarsi davanti a me, sento profumi esotici, antichi e inebrianti che sfuggono nell’aria, a chi, a cosa appartenete o dolci fragranze? Solo il vostro ricordo può tradirvi: quella chioma, quel viso… ma ecco che è già sera, l’orizzonte si tinge del mormorio di indache cicale e le prime stelle appaiono qua e là, lambiccanti d’amore, qui, qui su questa roccia ancora scaldata dal sole sediamoci e gustiamo il sacro nettare che la vita ci ha donato, libiamo, balliamo e lasciamoci andare per una volta alla gioia più totale, poiché oggi è già domani e tutto il resto dei miei giorni è già qui, lo vedo in lontananza, sereno. La donzella dinnanzi a me sorride su queste magnifiche note, la sua mano nella mia è così candida, calda, che sprizza un unico soffio di vita, dal sorriso, dagli occhi… ah quegli occhi che già da soli bastano a confermare il riso, l’amore e la bellezza di quel leggero momento, stringo appena la mano, è già sera. La luna dal sua alto antro esuberante fa l’ingresso sulla scena, e come un proiettore ci mostra alla realtà nudi e veri, una piccola stretta, una risata e la certezza che tutto è vero, tutto è naturale. Non c’è nient’altro se non una tromba che orgogliosa risuona da lontano , canta le lodi alle dee della notte, ridenti ninfe che escono da ameni salici a pochi passi da noi e danzano, danzano con, per noi. I festeggiamenti cedono poi passo alla stanchezza, il cielo già rischiara a nord e la stella polare lo saluta… su un morbido e muschioso giaciglio ci addormentiamo calmi, felici, con ancora le dita intrecciate in un morbido abbraccio, cuore a cuore, anima a anima e niente potrebbe essere più meravigliosamente… immaginazione.

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