Inno a Parigi

Gli avvenimenti più tristi e disperati fanno riflettere… Ci chiediamo, stiamo davvero vivendo al meglio la nostra vita? Che, pare, è tanto fragile quanto la visione immaginifica di Parigi… La città degli innamorati, che tanto facilmente si è trasformata in un inferno a causa di uomini, che bruciano per una passione che ha consumato il loro buon senso. Ci sono tante cose così ampie, potenti, ma che per il ghiribizzo di un folle, possono essere cancellate. Perché, ci chiediamo. Come è potuto accadere? Ma queste domande, o la curiosità malsana diffusa forse in modo troppo esagerato dai media non sono la risposta. Dobbiamo scendere a fondo invece e prenderci quello che è nostro: la libertà di vivere. Questa è la cosa più fondamentale, più assoluta che ogni terreste deve poter avere, e anzi, ha! Se fin da piccoli ci esercitassimo ad essere in atto, —Uso questo concetto perché è incredibile, è perfetto: il passaggio dalla potenza all’atto, la tensione verso l’atto: lo sforzo del vivere realizzato. Tanto ammiro Arostotele, che deve essere stato un uomo degno a cui parlare. Così Platone— a sforzarci nel capire che in ogni situazione noi possiamo incidere sulla storia, lasciare un segno indelebile nella vita delle persone sia a noi più vicine, che per vie strane e meravigliose, anche le più lontane, scopriremmo presto la responsabilità dell’agire. Se fin da piccoli ci esercitassimo a capire che dove c’è un altra persona non c’è un pericolo, una bestia, ma un’altra potenza, come noi, che con fiducia e disponibilità è pronta a cooperare con noi, affinché tutto il mondo sia un posto felice… Felice perché ognuno tende verso la sua natura, e non ha bisogno di alcuna finzione, di alcuna paura, allora impareremmo la fiducia nelle altre persone, una fiducia reciproca e ben riposta! E perché nessuna persona in queste condizioni attenterebbe alla vita di un altro? Perché non vorrebbe perdere un frammento della sua storia, non vorrebbe privarsi di un incontro, di una invenzione, di un’opera meravigliosa che questa persona potrebbe fare! Possono essere tutte parole da sognatore… Ma, se ci ponessimo nelle condizioni più sfavorevoli, io chiedo, se negassimo ogni presenza di una vita oltre la morte, e decidessimo di vivere al meglio qui ed ora, con giustizia e libertà, così da sopravvivere nella storia, nel ricordo degli esseri a noi successivi, quando sarà giunta la nostra ora, io affermo, non saremo forse soddisfatti? A queste condizioni sì, e, se tutto va bene, poi, quale dio si rifiuterebbe di accogliere nel suo regno un tale uomo, che si è sforzato per tutta la sua vita di realizzare la sua natura, senza danneggiare nessun altro uomo od essere, e che anzi, ha con gratitudine e passione lottato a favore della vita? Nessuno io credo. Perciò uccidere in nome di qualunque idea è errato, profondamente errato, dato che si può ben vivere a prescindere da un’idea. E le persone non sono cose a cui attaccare una ideologia. Siamo tutti profondamente caratterizzati in maniera da comporre il fantastico universo dell’umanità! Uno spazio infinito, in cui, storicamente, compaiono virtuosi, malvagi, santi, demoni… Ma questa tela l’abbiamo in mano noi ora! Perciò è nostro compito dipingerla ogni giorno al meglio delle nostre possibilità, avendo fiducia nel nostro vicino, e spronandoci in maniera reciproca per cancellare la violenza dalla nostra storia. Sono stato veramente scosso dall’attentato a Parigi, e mi sono chiesto se infine sia possibile vivere in sicurezza su questa terra… Se sia possibile infine comporre le pazzie di ciascuno in vista di una convivenza comune. Poi, ho guardato in giardino, e ho visto mille specie di animali farlo ogni giorno. Certo è diverso, ma, se per un istante ci concentrassimo di più sulla nostra natura di uomini, sul concetto della nostra vita e della nostra esistenza… Allora sì. Questa terra può ben essere un posto sicuro e nessuno qui può impedirlo, se tutti ci muoveremo in questa direzione. L’atto è una scelta di vita, collettiva, ed è da qui che, io credo, si deve cominciare. Pongo questo breve brano a tributo del popolo francese, con la speranza che nonostante il duro colpo, essi non perdano la speranza nella possibilità del bene. Anche nei momenti più bui… Dopo aver perso qualcuno di importante… Possa brillare nei vostri occhi una scintilla di speranza e di avversione alla violenza, che si rispecchi in ogni vostro piccolo gesto. Mai odio.

A.C.W.Ryan

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