Vi chiedo un dipinto

Mi piacerebbe dire di quella volta in cui alla fine di una storia pensavo solo a due cose: il tempo triste che avrei passato senza essere innamorato, ed il tempo che avrei passato nella malinconia, una malinconia attiva: che ricorda dolcemente e non si stanca mai di carezzare le proprie pene, tentando di spegnerle, insieme all’impossibile speranza di una pace.Già, mi piacerebbe, ma non ne parlerò. Invece, prima di passare oltre, ridiamoci su tutti insieme: è come una di quelle situazioni in cui piove forte, a dirotto, ma nel cielo c’è il sole che appare brillante… e sì, dannazione, è davvero un astro quello che luccica forte tra le nuvole grigie e arancioni insieme! E tu sei lì, in un bus un po’ puzzolente e pensi a quando sarai costretto a scendere e a prenderti tutta la pioggia, ma sotto alla pioggia possono accadere cose incredibili! Storie favolose attratte dall’acqua corrente e dalla luce abbagliante di quel sole ancora tramontante.

Bene, abbiamo sorriso abbastanza, almeno io: sono proprio rincuorato, e non mi sembra più nemmeno di udire la tristezza suggerirmi chissàche! E l’immagine che davvero avevo in mente eccola che emerge: nasce! Si spande! Via… I colori si imprimono quasi da soli sulla tavolozza, le linee ballano baldanzose a braccetto del mio pennello e i dettagli mi salutano nella mia mente, chiari come il tuorlo di un uovo! Fluidi… Ne sento il sapore… Ah che bellezza! L’intuizione dell’artista è come mangiare un piatto di luce! Lo senti il suo suono cristallino? Sì, profuma di gloria eterna e di giustizia e sa di cosmo, non c’è niente da fare!

Ma ora bisogna che io vi mostro il disegno… State comodi! Quello che avevo disegnato era una sorta di uovo, un uovo cosmico, ma potrebbe essere benissimo anche una placenta, è infatti trasparente, lo vediamo da sopra, e c’è una sorta di squarcio nella parte sommitale da cui esce il liquido trasparente e gelatinoso del tuorlo… Il resto del corpo è ovaleggiante e, come dicevo, cristallino, amorfo per la precisone. Sulla sua superficie si vedono come dei puntini bianchi, ce ne sono tantissimi, sparsi. Sembra che quest’uovo cosmico sia piuttosto gommoso, anche se la membrana che lo ricopre potrebbe dare l’idea di un tessuto elastico e resistentissimo… Eppure! Sopra è squarciato: il feto! Il feto al suo interno sta nascendo. Sembra un piccolo uccello, ma potrebbe benissimo anche essere un uomo, è a quello stato di sviluppo in cui il feto di ogni animale è uguale a quello dell’altro! Un grande occhio scuro, una sorta di becco, o bocca allungata, con il corpicino piegato come un gambero, simile all’embrione di un pesce: sì! È uomo, pesce e uccello insieme direi! Ha delle manine strette e la coda che ondeggia leggermente… L’uovo con il suo pulcino è poggiato su un piano che non c’è: è come su un vetro a fondo scuro, eppure luminoso, lucido e compatto, che riflette appena l’immagine della nascita. Lo sfondo è simile, ma puntellato come il “guscio” dell’uovo, di lontane e vicine stelle tutte amiche: indiscrete osservatrici che caratterizzano l’elemento del nuovo nascituro: sono un’infinità… Ai piedi dell’uovo cosmico ci sono alcune gocce dell'”albume” uscito dopo la frattura, ma forse non è albume — anche se questa assonanza con la parola alba è felice! Alba, insieme ti avvicini il tramonto! — , pare solo un liquido come coccolante e caldo!

In una goccia trasparente e piuttosto alta, spessa, densa, si può osservare, se guardate con attenzione, nove puntini che ruotano attorno ad un’astro… E tanto infinito attorno… E luci, comete… Le altre gocce quali universi nascondono? Avvicinatevi e guardate pure, vi offro la visione e vi invito ad assaggiare l’atmosfera, respirate il profumo della luce e della vita! La scena si apre e si chiude: cosa dire? Il pulcino è pronto per nascere e navigare nel mare della sua esistenza o è stato aperto prematuramente quello squarcio sopra? Che animale è? E dove si trova il tutto? Che sia un dio? No. Lui non è dio, lui è.

Vorrei entrare e nuotare in quella gelatina carezzante e sussurrare all’orecchio di quel pulcino cosmico, farmi portatore della sua illimitata sapienza, piccolo come un girono nell’oceano: mare troppo grande e salato? No, niente risposte, ammiriamo… Ascoltiamo il respiro del cosmo e sentiremo quel pigolio, quella voce che ci afferma già tutto quello che dobbiamo sapere, tutto condensato in un dipinto che vorrei qualcuno producesse per me. Amore, oh amore, stima: ti abbiamo così vicina e ti vendiamo tanto facilmente… Orgoglio: grande tesoro dell’uomo buono, rovina di quello che non possiede i tuoi frutti: l’onestà. E ragione, vieni per ultima, frutto ancora immaturo dell’intuizione e del proprio sè, pure strumento utile ma che sa guidare contro la propria stessa natura, inaffidabile più di ogni emozione! Lei, l’emozione… Candida amante da accarezzare, da osservare fino ad esserne sazi: mai! E poi tutte le altre cose… Paura, salvezza naturale, coraggio, e ammirazione… Le altre qualità dell’uomo le lascio ai più saggi di me, ma so di non aver detto tutto… La notte sta scendendo e il sole non accompagna più il mio percorso: ci pensa la luna! È tempo di sognare, lasciamo da parte le verità più stringenti del mattino e godiamo della visione del cosmo tutto insieme… È sempre sullo sfondo di tutto! 

Aspiriamo alla meraviglia, uomini, creature del giorno e della notte, cose e cose strane… Non c’è differenza quando non compaiamo che in una goccia della placenta del tutto… Ed è emozionante allora sapere di cosa siamo parte, avere la motivazione per esisterlo e per tendere ad esso. La memoria non scritta, oltre ogni settembre, ogni lapide, ogni pagina bagnata da pioggia lacrimata: quello è il trionfo dell’infinito in cui ogni cosa scomparsa può rivedersi e godersi un nuovo spettacolo fatto anche di sè. 

Un uovo cosmico. Questo è il mio regalo per l’universo. Vi auguro la massima felicità che si possa provare giocando nella notte con la propria anima, accompagnata dalla sua più grande amata e da tutte le storie immaginabili sulla terra. Che la luce della luna vi sia da guida nel riso, col capo gettato indietro e le mani avvolte nei suoi riccioli. 

Lettera di un’amico delle stelle 76/44/564 d.125*7 

2 comments

  1. Daniela · Maggio 16, 2016

    hai scritto un pezzo di straordinaria bellezza osservando la più stupefacente meraviglia cui possiamo assistere,la vita che prende forma,un’embrione qualunque che con la sua forma ancora non definita ci fa riflettere sul più grande mistero cosmico,e anche se scientificamente ne conosciamo il percorso,rimangono molte domande senza risposta che toccano le sfere più alte della conoscenza.

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    • ACWRyan · Maggio 16, 2016

      Grazie per il tuo apprezzamento, è davvero giusto! Quelle domande sono un’intenso stimolo a vivere, a proseguire la ricerca, a mettersi in prima persona sulla scena dell’autenticità dell’esistenza…

      Piace a 1 persona

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