Antigone, un canto libero

Si sta bene, non occorre nulla. La bicicletta viaggia quasi sola, leggera sull’asfalto tanto battuto: tutte le strade portano a lei: anche questa. No, non è giusto? Voltati, e vedi quella croce là in alto luminosa! Sì, la riconosco. Anche questa porta a lei, è giusto. Quella stessa croce che ti accompagnò nel tuo ultimo cammino, quando non riuscisti a versar nemmeno una lacrima, mentre lei ti stringeva forte nella notte. Ma tu già lo sapevi, era pronto il tuo cuore: pronto a credere e non credere, ad attendere per soffrire la fine della sessione.Incredibile, non è vero?

Non sapevo che si potesse vivere solo volando nel cielo. Eppure era così: tante cose ci fregavano, trascinandoci a terra nel terribile attrito, ma era ben altra la voce che era giusto ascoltare. La voce del dio, che ci prende per mano l’anima, come quella rana, che gracidando sinistra ci indica la strada: in tutta la città, solo lei ha quel grato gracidio, quel particolare tonfo, che dovunque noi siamo, sentiremo: là, è la direzione di casa, là.

Il teatro ancora risuonava dentro di me: Antigone mi aveva visitato, e io l’avevo accolta, e triste già pensavo che a casa non sarei stato solo, solo in mezzo agli altri, solo in mezzo ai tanti che anche loro soli fanno una grande compagnia. Sarei stato invece travolto dalla banalità delle domande oziose, della consuetudine o della turpe inconsapevolezza… Avrei mai potuto continuare a vivere quella catarsi agile come la bicicletta? Tanto veloce che il mio pensiero correva in maniera aliena a questo tempo. Cinque, dieci minuti di viaggio: un anno e più di ricordi.

La memoria vacilla sulle strade già battute, si butta essa stessa a terra e grida: “non io ho colpe! Vorrei ricordare, ma non posso!” Non posso tornare su quella panca, anche se… Anche se nessuno legge lo vieta, e gli dei lo chiederebbero… Dove sono uscito? Di dove sono uscito? Un vento tempestoso stride sulle mie carni ancora calde, l’umidità delle lacrime trasuda diretta dal corpo e non c’è una via aperta, tanto quella dell’arte! Il suono del mio passo mi delizia. Rimbomba sicuro sul porfido grattato. Ci sono due porte dinnanzi a me: una è oscura e aspra, l’altra splende di luce. Il giorno, e la notte. Siam sempre di fronte a loro. Quale percorrere?

Mi addentro nell’ombra, serpeggia il profumo di fresco, di cantina e appoggio la bici ad un bianco muro, così lo vedo.

Ombra che scorre e mi porta via, entrando nella luce, ma la tiene lontana: indirettamente illumina l’armadio dove riporre la giacca con l’accensione della stanza accanto: fatale incendio da appiccare finché gli occhi non si riabituano al buio della notte.

Se per un istante vediamo la luce, se per un istante il rosso diventa bianco, sotto a quei riflettori di teatro, allora è giunto il momento di scegliere chi deve vivere, chi deve vivere e chi deve morire, chi ha rispettato la legge, e chi l’ha stravolta, strappata. Non c’è posto per altro che per l’effimero, ma quando questo con luminosa voce si pone sulla giusta via, allora niente può incanalare o distruggere il suo splendore: abbandoniamo i ciechi principi, e volgiamoci al canto… Laggiù già vedo sorgere una luce, una luce che sa tutta del suo opposto, il buio, e da esso trae nutrimento. Fiorisce e si illumina sul volto dell’attore, rispecchiata dal fortunatissimo e altrimenti misero spettatore.

Io son due: ho scritto versi e cantato immagini solo mie, e le ho plasmate perché il mondo potesse sentire un’emozione, ed è questo il dolce nettare della vita: infondersi nel cuore la bellezza, sprigionare sentimenti, in ogni sfumatura e direzione… Sì. Val la pena esistere in questo mo(n)do.

Abbandonando ogni malanno, ogni alterazione della vista, mi dispongo ad accettare il mio destino, chè follia è andar contro le leggi non scritte della propria natura, follia è rinchiudersi soli nella prigione del nulla.

Create… … Piangete… ….. Amate ……. E lasciate morire ogni illusione. È altro il disegno che siamo chiamati ad emanare. 

3 comments

  1. beebeep74 · Maggio 29, 2016

    ti ho letto con grandissimo piacere. grazie per questo tuo canto libero

    Piace a 1 persona

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