La soglia 

Perché ricerchi la gloria, perché vuoi vivere eppure morire? Come puoi aver questo desiderio e sentirlo tuo da sempre, se non hai mai visto Maratona?Quel tempo che corse assolato, salato di sangue e di mare, senza pace, e luminoso come la più alta forma del sole… Il valore eccezionale, la sepoltura sul luogo in cui si è periti, proteggendo una patria che ora non esiste più.

Mercanti di ideali che chiamano i giovani ragazzi a sacrificarsi | uomini, che avevano il dovere di essere liberi, e solo due cose avevano in odio: la povertà e la tirannide.

La luce, il buio, l’eccesso di granelli di sabbia, senza più una chiara ombra di luce sulla loro stirpe. La morte delle epigrafi, il valore eccezionale resta senza una morte adeguata. È condannato, eppure, può ancora talvolta salire sul suo carro, e vincente percorrere le dorate vie del contrasto tra dipendenza dal giorno, e memoria indelebile.

A Eleusi, a Eleusi vecchia perse la vita, lì fu seppellito, con pubbliche esequie: il suo valore era stato eccezionale… E il mio?

Lacrime per una morte impossibile, simbolo estremo della fiducia in un mondo in cui viviamo. | Condannati a credere di “dovere” condannati nel “si” l’impersonalità che schiaccia la testa al serpente fondatore di Tebe, lui vero demonio assassino, non quello, che con valore animò un’area desertica: ecco il deserto! Rinunci alla tua identità? Allora sei dei nostri, muori nel nulla, vieni… No! Terrificante palude della quotidianità! Lasciami, io ho altro da fare, anche se sono in te, gettato da chi più mi ama(?)

Ma solo, su una strada, auriga e due cavalli. Il governo dell’anima, verso l’alto orizzontale della natura.

Hanno svuotato ogni vaso, per riempire la loro storia di difficoltà, pian piano si sono presi tutto, e persino minacciano di rubare il nostro pensiero,

Lo stanno già facendo, l’hanno sempre fatto, grida la folle Antigone, prigioniera del loro stesso gioco, internata in un manicomio che non le lascia vedere il futuro. Solo Apollo può salvarci: egli non dice, nè nega, invece: significa! Fa cenno e lascia aperta la sfida dell’interpretazione… Dove sei?

Con l’acqua alla gola si cammina per strada, molti tollerano di affogare, ma altri guardano fuori dall’acqua, su, e scoprono la vera terra, non il fondale melmoso del mare…

Vorrei… Parola svuotata, che suona malinconicamente piena sulla dolce lingua delle stelle. Una torre d’avorio.

Vorrei due etti di mele, per favore

Siamo fermi a questo orami?

Perché invece non sostituiamo alla capra il cervo, non strappiamo di dosso ai corvi le loro piume e ce ne foggiamo un copricapo, schifandone le carcasse e dandole in pasto alle acquile di mare?

Scrostare tutto il deserto dalle macchie di sangue e petrolio, liberare le piume dei gabbiani dalla lordura. Là c’è una guerra, una guerra che chiama a gran voce un nome e si spettrifica in esso.

Non cancellare la memoria, non eliminare i dati, non rompere il piatto…

E le prospettive però sono diverse per gli altri, per chi fa un balzo e da pesce diviene rettile, poi uccello ma non uomo. Resta in quel gradino e mangia i vermi, i saggi precorritori della terra e gli insetti, saggi precorritori dell’aria…
Troppo aspra questa via, ritenteremo.
I pozzi dell’acqua pura, sorgente nuvolosa e cara. Spumeggiano le onde del mare, ma non si sa da dove vengono. Per fortuna la terra gira, allora c’è il vento, fa tanto caldo nel tuo seno, vorrei uscir fuori!

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