Gatti e conigli. Uno sguardo agli occhi dell’uomo

Sono lieto di condividere con voi alcuni elementi fondamentali degli studi che sto seguendo per la mia tesi. Questo scritto è un saggio che illustra i principali aspetti della filosofia morale di Ayn Rand. È da tempo che studio questa autrice, e fino a Luglio prossimo ci avrò a che fare sempre di più! Ne sono molto contento, e spero che questo piccolo frammento possa spingervi a leggere i suoi due più importanti romanzi, in cui espone la sua filosofia — l’oggettivismo — : La rivolta di Atlante, e la Fonte Meravigliosa. Entrambi sono anche adattati in film. Sono storie davvero meravigliose, e romantiche, con una profondità di analisi psicologica incredibile.

I conigli nelle loro gabbiette hanno gli occhi neri, attenti: occhi che sanno di colpa, e sono pronti a scappare, a rifugiarsi sotto terra, ad ogni rumore. I conigli hanno questo sguardo non per la loro inconsistenza mentale, ma piuttosto, perché la natura li ha dotati così: hanno molti predatori cui devono fare attenzione, e a cui non possono sacrificarsi. Ma ci sono anche uomini con questo sguardo… Uno sguardo di attesa forzata, di paura a girar il primo angolo di ogni loro pensiero. Temono di essere scoperti, e allora fuggono celando la colpa reale che è insita nel loro sè: lo hanno tradito, fingono di essere ma non sono.

Al contrario prendiamo un giovane gatto: un animale che è in una buona posizione, nella catena alimentare. Libero dal timore di essere predato può aggirarsi felice nel suo ambiente, con gli occhi pieni del sorriso dell’esplorazione, della scoperta. Il volto aperto, sincero, di chi vuole sapere, di chi vuole vivere. Ci sono oggi persone che hanno questo sguardo? Alcuni bambini lo hanno, ancora. Ma la metamorfosi in conigli avviene troppo presto nel mondo: la colpa viene insinuata nelle loro pellicce, e la bellezza del dare un grande valore in cambio di nulla, senza trarne alcuna soddisfazione di sorta — lo zero — viene inculcata nelle loro menti. Ma se si osservasse la storia, si capirebbe che questo — il sacrificio — è sempre fatto da eroi che avevano molto in gioco, e che hanno dato la loro vita per un valore senza il quale non avrebbero potuto vivere. Infatti, per poter dire questo: “Io stimo questo valore più di ogni altra cosa, e non posso tollerare che venga maltrattato in questo modo”, prima si deve saper dire “io”. Quanti gatti adulti ci sono nel mondo? Ce ne sono, ce ne sono. Il problema è che non sono animali facilmente sociali. E non accettano di stare insime “per lo stare insieme” o “perché in pochi siamo deboli, ma in tanti siamo forti” o “perché ne abbiamo bisogno” no. Essi stanno insieme solo con chi è in grado di fornire loro un valore, l’amicizia, lo scambio —il reciproco scambio — : questi sono i loro motivi e quando si trovano tra loro, un raggio di sole illumina il volto di tutti i presenti, creando una gran luce. Se questa fosse ingiustizia, allora, trattare ciascuno come merita, poiché può incidere sulle nostre vite, sarebbe ingiusto. Ma se noi li lasciassimo liberi, liberi di credere e di produrre i valori che hanno scelto, allora, avremmo un gran dono. E ciascuno, secondo la sua abilità, potrebbe raggiungere la perfezione di cui è capace, senza alcun timore, senza ostruzioni velenose. Solo con la libertà di scegliere cosa fare, e scegliere di decidere. Questa è un libero mercato. Questo è porre la nostra vita in cima alla gerarchia dei nostri valori, e questo è agire di conseguenza in tutti i campi con razionalità, indipendenza, integrità, onestà, giustizia, produttività e orgoglio.

Qualsiasi azione che cerchi di ingannare noi stessi, gli altri, o la realtà, deve essere pertanto intesa come auto distruzione dei nostri principi — due leggi fondamentali: quella di causalità è quella di identità: A è A, l’esistenza esiste — che sono la guida necessaria a raggiungere la felicità nelle nostre vite, nel mondo, e nel camminare con lo sguardo autenticamente privo di paura verso i nostri scopi. Verso il futuro. 

3 comments

  1. Donato Capozzi · ottobre 1, 2016

    È un’analisi molto interessante… Il coniglio vive nella consapevolezza di essere una preda, ma a contatto con la cattività impostagli dall’uomo, finisce con lo sviluppare un senso di colpa. In questo modo, anche il bambino può sviluppare una cognizione distorta di sé, in quanto indotta dal comportamento delle persone che hanno il potere di decidere per lui..

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    • ACWRyan · ottobre 1, 2016

      Esattamente, più nel dettaglio non solo dalle persone che decidono per lui, ma anche dagli esempi che gli sono presentati dalla società, l’educazione in famiglia e a scuola e anche le interpretazioni di certo fatti date dalla storia o dai canali di diffusione… Certo non sono tutte negative le influenze che riceviamo. La migliore che si possa apprendere, è, credo giudicare, essere in grado di vedere cosa è bene per noi, e cosa no. A lungo termine.
      Sono molto contento di aver raggiunto il tuo interesse, e la tua comprensione. Grazie per il tuo commento!

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