E il mare…

Il mare è una cosa, e vede noi che ci immergiamo nella sua luce, nel suo sale. Osserva le coppie che camminano mano nella mano nei suoi pressi, ascolta le dichiarazioni fatte nel torpore della notte sulle sue rive, sugli scogli che da lui si innalzano verso l’aria. Il mare… Pieno di vita, pieno di… Cose. Eppure così solo. Sulla sua cristallina superficie increspata dal vento si specchiano le stelle, e la luna ha con lui un rapporto speciale. Uno fugge, l’altra rincorre… Caccia eterna che ogni notte e ogni alba si ripete ondosa. Si libera il bagnasciuga, ed emerge un mondo nuovo, tutta la vita e il mistero che il mare nasconde emergono generosamente, ancora, i bambini giocano, la gente passeggia… Ma nessuno ha ancora capito il mare. La sua voce si nasconde nelle conchiglie e nel soffio del vento che spennella le sue onde sullo sfondo dell’orizzonte. Triste il mare avanza e si ritira, ma non sa ancora a cosa tende, solo lo fa. E disegna sulla spiaggia onde sempre nuove. Gratta la costa, la modella al suo grido, come se quella non ascoltasse, e finisse per logorarsi muta. Ricco e povero il mare, dà e toglie. Ma, propriamente non ha nulla. Forse solo il sale — chissà perché dovevo esser salato? — ma non è un’agghindamento felice, al contrario indica trsite e melanconico il sole che tramonta. All’alba i gabbiani invece stridono e i pesci si librano nelle profondità in cerca di cibo. Questa è la compagnia del mare.Ma questo non è l’ambiente adatto, e la compagnia non è quella vera. Il bacino del mare è una prospettiva troppo ristretta, e l’oceano e i fiumi ci ricordano l’intero circolo d’acqua che compone la nostra terra, i ghiacciai delle montagna collegano il grido delle aquile auguste al profondo canto dei cetacei e le nuvole piangenti segnano il passo ridando un senso al tutto. La pioggia è la nostra segnovia verso il cielo, e ci ricorda che senza vapore — calore terrestre e gelo ancestrale — non si dà nulla. Consistenza volatile la nuvola che si staglia sul cielo azzurro e sul mare blu è la vera cosa da guardare.

Forma che nasconde e scopre.

Un solo grido e un solo mondo, pieno di vuoti e intervallato da pieni.

Ma è ancora presto, oggi si può fermarsi un istante di fronte al mare, guardare le stelle sul suo viso ed esprimere un desiderio, una promessa solo per lui. E vicino ad ogni fonte umida rinnoveremo il nostro voto, daremo un senso speciale al mare e conquisteremo la luna, niente più fughe, niente più scarti vuoti.

Una tartaruga marina nuota appena sotto la superficie, pare volare… È appena mattina, e una manciata di sabbia sta per finire.

Sei ancora qui? Oh tu…

Una lacrima vera, una passeggiata

4 comments

  1. beebeep74 · agosto 11, 2016

    prigioniero della sua vastità

    Piace a 1 persona

    • ACWRyan · agosto 11, 2016

      Ciao Beepbeep davvero interessante il tuo commento! Ci penserò su 🙂 forse si deve trovare il giusti modo di stare nel mare per non esser prigionieri

      "Mi piace"

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