La sfida dell’uomo tra il suo oggi e il suo ieri

Oggi si fa fatica ad essere noi. Da ogni dove siamo bombardati di caos: notizie, mode, affezioni, ricerche, desideri delusioni e lampi di sole. I confini del mondo sono sottili e anche i nostri confini fanno sempre più fatica ad contenere un fuoco che rischia di uscire, di consumarsi e spegnersi. Si vede negli occhi dei passanti, nelle espressioni che sobbalzano come pesci fuori dal fiume, per abboccare.Al contrario il primitivo si identifica identificando: cerca di essere. È una tartaruga galleggiante sospinta dalla corrente in un fiume ricchissimo di pesci, vaste correnti e alghe che anch’esse devono costantemente cercare di essere e riempiono e sono riempite grazie all’ultimo frutto della natura: la cultura. Questo processo di fiducia estrema che taglia nelle vene e radicalizza la domanda sul mondo, la domanda sull’io oggi è completamente scomparso. Invece si cerca un controllo, si perde di vista l’insieme di tutte le cose.

Ci vuole esercizio per mantenersi accesi, per non cadere nell’assenza di sè, per non rischiare di sprofondare negli abissi senza più il desiderio di tornare a emettere il proprio soffio in superficie, come una balena, per irrorare l’aria di tutti gli esseri e riassorbirne una parte. Talvolta ci si perde, si sente di essere in pericolo, o di avere uno strano senso di tristezza, di stanchezza. Cosa è? Non è la perdita della propria fiamma? Non è la mancanza di interpretazione e formazione, di creazione, e di… complicità elevante?

E allora cosa può spingerci alla riemersione? Io credo sia il contatto con le cose, l’azione verso e la ricezione partecipante: l’essere-per. Una costante tensione volta alla libertà come progressiva costruzione di fronte alle condizioni di ciò che abbiamo deciso di chiamare “è”. 

Un giorno camminerò per la strada, un giorno avrò una casa. Con chi sarò, dove mi troverò? Non posso saperlo. Posso solo tentare di non spegnermi, e di mantenere questo senso attivo per il più lungo tempo possibile. Se di fronte alla mia morte, se di fronte al momento fatale saprò ancora essere pronto a desiderare di scoprire “cosa c’è ora? Cosa mi aspetta ancora?” Allora saprò di aver vinto la guerra. Non altrimenti.

2 comments

  1. Silvia · settembre 8, 2017

    Mai smettere di farsi domande, di fare progetti e di avere sogni….ma soprattutto di stupirsi sempre per ogni cosa che non conosciamo 😉
    Buona serata!

    Piace a 2 people

    • ACWRyan · settembre 8, 2017

      Grazia Silvia, buona serata anche a te! Hai estremamente ragione, lo stupore è il carburante dell’uomo, questo è importante 🙂

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...